|
domenica, 26 novembre 2006
I Barbari e la Società Liquida
(con buonapace di Baricco)
Montale
"L'uomo di oggi ha ereditato un sistema nervoso che non sopporta le attuali condizioni di vita. In attesa che si formi l'uomo di domani, l'uomo d'oggi reagisce alle mutate condizioni non opponendosi agli urti, bensì facendosi massa, massificandosi"
da "Il nostro tempo", 1973
Cito Montale da una citazione di Eugenio Scalfari che nel suo articolo di oggi sulla Repubblica analizza - come ogni domenica - vizi e virtù del nostro tempo. Lo spunto di oggi è stimolato dalla necessità di incazzarsi e giustamente rispetto alle affermazioni di molti, compreso Baricco di cui esce il libro che raccoglie i capitoli già pubblicati a puntate dal quotidiano romano.
"Il silenzio è il più perfetto araldo della gioia...
se la felicità potesse essere espressa con il verbo,
sarebbe poca cosa..."
liberamente tratto da Shakespeare, Much ado about nothing
lunedì, 10 luglio 2006
... quando i porti danno nomi al mare
... "In Lettere dall'Islanda (Auden) ha scritto un verso che non vuol dire assolutamente niente, ma che ha un suono magnifico: 'E i porti hanno nomi per il mare'. E' un verso splendido, vero? Ma non vuol dire niente, Grace, non trova?" "Già, non vedo come i porti possano dare nomi al mare, non lo capisco proprio"... E' un passo del Club dei filosofi dilettanti di Alexander McCall Smith. E cita "l'idolo" della filosofa Isabelle Dalhousie - la protagonista, "signora in giallo" in erba della Scozia tradizionale e moderna: il poeta inglese Wystan Hugh Auden. Credo - anzi spero - che la citazione sia una battuta di spirito, una boutade del classico humour anglosassone. Perchè, oltre ad avere un suono bellissimo, il verso di Auden traccia un cammeo in sé grandioso dell'Islanda e dell'impatto emotivo che la vista e la contemplazione delle sue coste e della sua natura e fiordi possono dare. Basta buttare un occhio alle emozioni di Pietro Citati, di ritorno dall'isola. Immaginate un "mare cosmo", infinito, in cui i porti sono l'unico riferimento per chi affida alle onde e alle rocce della costa la propria vita, i propri sogni. E che in quei nomi familiari, nei porti, riconosce come suo quel pezzo di mare, può "appropriarsene" e dare una misura all'incommensurabile, al buio eterno.
|
|