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mercoledì, 08 novembre 2006
L'Italia spezzata
Domanda: Perché han tagliato fuori dall'ovale la Sicilia, Mezza Calabria e il Salento? bastava tirare un po' su lo stivale... Insomma, come Caffè di Roma questo franchising che vende caffè Lavazza nel mondo non dà una bella immagine dell'Italia. E poi: perché non c'è più la Sardegna? La foto è stata scattata a Cordova ed era stampata su un contenitore per tovagliolini. Sul menu invece c'era quest'altra;
Qui, a sorpresa riappare la sardegna, ma resta fuori dall'ovale mezzo Sud.
Insomma: sarà pure una necessità grafica (?!), ma l'Italia non è ancora una
e indivisibile?
domenica, 29 ottobre 2006
CIOCCOLATO ANODIZZATO
Da un po' sto sviluppando un'allergia sempre più marcata verso questo marchio (Eraclea) che si trova in varie forme un po' in tutti (o quasi) i locali (bar in primis, ma non solo) di livello medio in Italia. Beh, passeggiando per le vie di Viterbo, di fronte all'ennesima bacheca Eraclea che ammannisce non so quanti cavolo di cioccolati in busta aromatizzati a tutti gli aromi possibili, la mia testa ha partorito un'immagine:
Eraclea è l'equivalente dell'alluminio anodizzato...
Rovina il gusto, il piacere, il senso stesso di una bella tazza di cioccolato. C'è un solo modo di fare un buon cioccolato in tazza: sciogliere a bagnomaria una grande tavoletta di cioccolato fondente. A questa base potete aggiungere: latte, spezie, aromi... Un ciuffo di panna montata al momento... Ma non c'è nulla di più lontano dal piacere e dalla sensualità del cioccolato delle bustine Eraclea.
lunedì, 15 maggio 2006
La cucina del poeta...
ispirato a Vinicio Capossela...
giovedì, 11 maggio 2006
Una verticale
da ricordare...
 Alla città del gusto di Roma, con Franco Biondi Santi e Daniele Cernilli abbiamo stappato una serie di annate storiche del Brunello di Montalcino Riserva, Tenuta il Greppo: '55, '64, '70, '75, '83, '99. Un'esperienza unica vissuta non a caso nel Teatro. L'impressione, infatti, era davvero quella di stare a teatro; sul palco Cernilli e Biondi Santi duettavano su annate e ricordi, viti e vitigni, lavori tra i filari, malattie delle piante... In scena la vita e le passioni di due uomini, ma anche le sensazioni di tutti noi fortunati spettatori e degustatori che abbiamo potuto trovare in quei sei calici un pezzo di storia.
lunedì, 08 maggio 2006
UNA BELLA CENA VERONESE
Location: casa di amici antiquari, semplici e raffinati, buongustai di cibo e di vita. Marino, al centro, è sotto una splendida pendola antica che lui ama e restaura. Cri, a sinistra, va a caccia di gioielli antichi (e li trova anche!). Il piatto più buono è stato spazzato via purtroppo prima di poter scattare la foto! Era semplice, ma davvero gustoso, uno di quei "piatti dimenticati", alla Luigi Carnacina, che fa comunque sempre moltopiacere a volte rincontrare: frullato (o schiacciata) d'uovo sodo con limone e zenzero sopra a una tartina di pane bruscato e guarnita con punte di asparagi al vapore. Semplice, ottimo. Poi:
 lasagna tradizionale - tirata in casa - bassa e quasi chiusa guarnita con uno strepitoso pesto genovese "vero", fatto in casa anch'esso da una amica della nostra ospite patita di queste cose! Proseguendo:
 spiedini di (ottimo) maiale con carciofi spadellati e finduta di formaggio d'alpeggio. Che dire? Ottimo abbinamento e veloce esecuzione... La sfida, infatti, era quella di preparare un bella cenetta in un paio di ore e averla pronta alle otto di sera, rientrando a casa dal lavoro... Ma ecco la chicca finale, anc'essa fragrante e gustosissima, di quelle che non molleresti mai...
 ... che se Cri ci dà le ricette o ce le racconta almeno, vi posto al più presto anche come realizzarle. Specialmente per questa gran torta, un felice incontro tra un Sacher e una Caprese, ben fatte!!!
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A presto... !
giovedì, 04 maggio 2006
la torta del turista
Questo è lo stato dell'arte a Roma in questi giorni: una torta di frutta... scravazzè. Frullata, maciullata, impastata da pance, gomiti, borse di un gruppo di turisti tedeschi imbarcatisi su un bus Atac per andare a vedere San Pietro. La portava in una busta Luciana, collega di redazione, per festeggiare con noi il suo compleanno (AUGURI!!!!). Ma nascere di maggio, a Roma, in pieno flusso di torpedoni stracolmi comporta dei rischi. La torta, comunque, era ugualmente strepitosa: fragole e basilico e crema della nonna (ricetta) al profumo d'agrumi incredibilmente freschi e profumati. La crema in particolare è fantastica: 250 g di latte, tre tuorli, tre cucchiai scarsi di zucchero e tre di farina, buccia grattatata di arancia e limone. Nota: si potrebbe mettere in infusione il basilico nella gelatina da quando inizia a freddarsi e per un po', oppure prima di scaldare il tutto: così da avere un aroma di basilico (intrigantissimo ed estivissimo) più diffuso e uniforme (il problema però è di non cuocere il basilico perché cambierebbe sapore perdendo freschezza).
sabato, 01 aprile 2006
PRANZO
D'OSPEDALE
Il contesto non è equivocabile: sono sdraiato in una camera della clinica Pierangeli di Pescara (importante centro per il ginocchio soprattutto, e per l'artroscopia e le protesi articolari), dopo un'artroscopia al ginocchio, in famelica posizione di assalto (sempre orizzontale!) alla cena dopo 24 ore di digiuno... La minestra era salata, il purè discreto; decisamente buoba la braciola di maiale... Ma a parte questo, l'occasione del ricovero mi ha permesso di sbirciare nel più recente catering d'ospedale... Divertente aver notato come certi luoghi comuni diventino poi piatti di corsia: il giorno prima - e mi dispero di non essere riuscito a immortalarlo in foto! - ci hanno servito un tortino di riso allo zafferano (curcuma!) e frutti di mare. Un po' lesso, un po' inutile... ma interessante nel concetto. Fa tenerezza vedere nella vita quotidiana una tale banale ingenuità! Eppure, tra colore e piccola sopresa, un malato non può che sorridere e quindi stare un po' meglio... Pensare che per secondo c'erano spiedini di seppie panate. Tutto pesce fresco, non surgelato.
martedì, 07 marzo 2006
MARTINI PARADOX
Certo, come si diceva con i fan del Martini Club di Roma, allo Stravinskij Bar del De Russie, non c’è cocktail più semplice e allo stesso tempo più personale del Martini: un alcol e un vino aromatizzato. Ma, aggiungiamo noi: gin o vodka e un vino aromatizzato. Che nella specie dovrebbe essere una più o meno abbondante goccio di vermouth Martini. Possiamo pure pensare a una cachaça o a una tequila... ma chissà? Le scelte, però, si stanno restringendo ancora, tanto che il Martini sembra ormai ridotto a Gin o Vodka. E ghiaccio nel mixing glass. Da tempo, infatti, al De Russie – uno dei più accreditati luoghi del bere miscelato romano e non solo – non si aggiunge più vermouth. «Del resto, i martiniani lo volevano sempre più secco – rivela Massimo d’Addezio, il capobarman – così lo facciamo solo con diversi tipi di gin o vodka... magari, un giorno torneremo al vermouth». Così il Martini resta nel nome, ma salta il bicchiere...
venerdì, 03 marzo 2006
UN'ESTATE A TUTTO BOURBON
dall'altra frutto della passione e menta. 
Sono due anticipazioni dell’estate da bere che ci aspetta. Sono due anteprime provate in questi giorni allo Stravinskij Bar dell’Hotel De Russie a Roma, uno dei “templi” del bere miscelato in Italia(molto in e abbastanza costoso, ma decisamente senza paragoni e sempre pieno!). Ai mixing glass erano Agostino Musichini e Massimo D’Addezio, capobarman. Belle prove: fresche, lunghe, equilibrate. E' interessante che alla base ci siano – assolutamente non concordati – gli stessi ingredienti. Insomma, dopo un inverno a suon di Martini, spazio al Wisky (Bourbon in questo caso)... E magari, in un prossimo post troverete anche le dosi!
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