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giovedì, 18 maggio 2006
Mi è capitato tra le mani un libretto di Luca Picchi (che ora fa il barman da Revoire a Firenze) sulla vera storia del Negroni... Grazie a OX, ho rivissuta con la fantasia qualche ora a zonzo nel centro di Firenze, tra ponti e lungarni, in una "giornata particolare" negli anni appena precedenti il Ventennio. Questa è la cartina:
Un po' grandina, ma almeno si legge... Poi, ecco una serie di pagine che vi propongo sul vecchio caro Negroni che dalle sale fumose di Casoni e di Giacosa poi, da Firenze conquistò (cosa non facile) gli inglesi e gli americani e dal Dopoguerra si impose nel mondo...

Questa è l'epigrafe fatta scrivere nella saletta dove la Firenze in si ritrovava e dove nacque il cocktail... Ma ecco la ricetta (anzi, le ricette) codificate
e le varianti-derivazioni...
giovedì, 04 maggio 2006
la torta del turista
Questo è lo stato dell'arte a Roma in questi giorni: una torta di frutta... scravazzè. Frullata, maciullata, impastata da pance, gomiti, borse di un gruppo di turisti tedeschi imbarcatisi su un bus Atac per andare a vedere San Pietro. La portava in una busta Luciana, collega di redazione, per festeggiare con noi il suo compleanno (AUGURI!!!!). Ma nascere di maggio, a Roma, in pieno flusso di torpedoni stracolmi comporta dei rischi. La torta, comunque, era ugualmente strepitosa: fragole e basilico e crema della nonna (ricetta) al profumo d'agrumi incredibilmente freschi e profumati. La crema in particolare è fantastica: 250 g di latte, tre tuorli, tre cucchiai scarsi di zucchero e tre di farina, buccia grattatata di arancia e limone. Nota: si potrebbe mettere in infusione il basilico nella gelatina da quando inizia a freddarsi e per un po', oppure prima di scaldare il tutto: così da avere un aroma di basilico (intrigantissimo ed estivissimo) più diffuso e uniforme (il problema però è di non cuocere il basilico perché cambierebbe sapore perdendo freschezza).
martedì, 07 marzo 2006
MARTINI PARADOX
Certo, come si diceva con i fan del Martini Club di Roma, allo Stravinskij Bar del De Russie, non c’è cocktail più semplice e allo stesso tempo più personale del Martini: un alcol e un vino aromatizzato. Ma, aggiungiamo noi: gin o vodka e un vino aromatizzato. Che nella specie dovrebbe essere una più o meno abbondante goccio di vermouth Martini. Possiamo pure pensare a una cachaça o a una tequila... ma chissà? Le scelte, però, si stanno restringendo ancora, tanto che il Martini sembra ormai ridotto a Gin o Vodka. E ghiaccio nel mixing glass. Da tempo, infatti, al De Russie – uno dei più accreditati luoghi del bere miscelato romano e non solo – non si aggiunge più vermouth. «Del resto, i martiniani lo volevano sempre più secco – rivela Massimo d’Addezio, il capobarman – così lo facciamo solo con diversi tipi di gin o vodka... magari, un giorno torneremo al vermouth». Così il Martini resta nel nome, ma salta il bicchiere...
venerdì, 03 marzo 2006
UN'ESTATE A TUTTO BOURBON
dall'altra frutto della passione e menta. 
Sono due anticipazioni dell’estate da bere che ci aspetta. Sono due anteprime provate in questi giorni allo Stravinskij Bar dell’Hotel De Russie a Roma, uno dei “templi” del bere miscelato in Italia(molto in e abbastanza costoso, ma decisamente senza paragoni e sempre pieno!). Ai mixing glass erano Agostino Musichini e Massimo D’Addezio, capobarman. Belle prove: fresche, lunghe, equilibrate. E' interessante che alla base ci siano – assolutamente non concordati – gli stessi ingredienti. Insomma, dopo un inverno a suon di Martini, spazio al Wisky (Bourbon in questo caso)... E magari, in un prossimo post troverete anche le dosi!
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