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martedì, 03 aprile 2007

Bel fumettone, tratto da un fumettone. Un'ora e mezza di fiction dove gli eroi di carta sono uomini. Ricorda un po' i massacri esagerati dell'Iliade. Specialmente se nel riadattamento di Baricco... Nel complesso, forse a volte un po' esagera nell'autocompiacimento sanguinolento e nei diaframmi di combattimento e lotta. Un colossal da albo moderno. Bei muscoli, qualche vaccino antivaiolo di troppo... divertente.
venerdì, 16 marzo 2007
Strange film! Babel: la Babele delle culture e delle sensibilità, la Babele dei prezzi di una vita e dei costi di un'esistenza. Nessuna morale prestabilita. Alla fine, muoiono sempre i più sfigati, soffrono sempre loro. E in genere per storie che poi si rivelano quasi senza iòportanza per i protagonisti "presunti principali". Sono i punti di vista che inquietano in questo film: i pastori marocchini (che perdono), la sensibile colf messicana (che perde), i bimbi (che perdono)... E poi gli americani (che si sgrullano di dosso la storia con la polvere del deserto), i giapponesi (che alla fine comunque non perdono), il nipote della colf messicana (lo stronzo che alla fine forse la scampa). Però, nonostante la trama a tinte forti e apparentemente di denuncia, non sembra un film fatto di morale, ma di punti di vista. I punti di vista dai diversi angoli di una Babele dove anche se si riesce a comunicare, comunque non si cancellano sfiga e fortuna, come se fossero già prefissate: non da sempre, ma dalla nascita sì. E torna il tema: la fortuna di nascere bene. Fatto fondamentale nella vita di un uomo.
Ma c'è chi la pensa diversamente!
ps. la locandina non rende però il film...
lunedì, 22 maggio 2006

Almodovar ci ha regalato un "classico". Emozionante la sua capacità di affabulatore, di narratore, di costruire trame barocche eppure così semplici, umane, reali. Un omaggio a Hitchkok e al Neorealismo. Un omaggio alle donne, eroine da sempre dell'immaginario di Almodovar. La capacità di "usare" Carmen Maura come fosse la Bergman o la Magnani. Di far recitare Penélope Cruz citando al Loren e arrivando alla bellezza di Julia Roberts. E se stesso, il regista, che sembra utilizzare la stessa battuta di un "laico" come Elton John, intervistato alla tv: "Il posto migliore dove vorrei essere ora? Nella mia vita, ora!".Insomma, espressione di forte urgenza espressiva, grande capacità narrativa. E per citare una tra le recensioni, riporto quella dell'amico e collega Alberto Crespi (l'Unità): "L'espressione è forte ma questo è il capolavoro di Almodovar. Con attrici magistrali. (...) Ci racconta la Spagna di oggi con una verità, e un umorismo, degni di un De Sica. (...)"Grandissima, poi, e sublime l'interpretazione della canzone Volvèr da parte di Estrella Morente, che prsta la voce a Penélope Crus: l'attrice muove le labbra e sembra sia stata una difficilissima operazione di esercizio trovare il sincrono con il canto. Playback riuscitissimo! Note da brivido. Insomma, ¡Grande Pedro!

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