
Strange film! Babel: la Babele delle culture e delle sensibilità, la Babele dei prezzi di una vita e dei costi di un'esistenza. Nessuna morale prestabilita. Alla fine, muoiono sempre i più sfigati, soffrono sempre loro. E in genere per storie che poi si rivelano quasi senza iòportanza per i protagonisti "presunti principali". Sono i punti di vista che inquietano in questo film: i pastori marocchini (che perdono), la sensibile colf messicana (che perde), i bimbi (che perdono)... E poi gli americani (che si sgrullano di dosso la storia con la polvere del deserto), i giapponesi (che alla fine comunque non perdono), il nipote della colf messicana (lo stronzo che alla fine forse la scampa). Però, nonostante la trama a tinte forti e apparentemente di denuncia, non sembra un film fatto di morale, ma di punti di vista. I punti di vista dai diversi angoli di una Babele dove anche se si riesce a comunicare, comunque non si cancellano sfiga e fortuna, come se fossero già prefissate: non da sempre, ma dalla nascita sì. E torna il tema: la fortuna di nascere bene. Fatto fondamentale nella vita di un uomo.
Ma c'è chi la pensa diversamente!
ps. la locandina non rende però il film...
