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domenica, 22 aprile 2007
Bisogna muoversi...
C'è un grande libro di Bruce Chatwin, ed è Anatomia dell'Irrequietezza. Fa riflettere molto. Soprattutto ragiona sull'idea che tutto non sia stato già scritto una volta per tutte e che l'alternativa è possibile (magari non probabile!). Insomma, lascia uno spiraglio di non adesione al pensiero unico...
... "La parola "rivoluzione", tanto offensiva per i persecutori di Galileo, era usata in origine per denotare il passaggio ciclico dei corpi celesti. La gente, quando si ostacolano i movimenti geografici, aderisce ai movimenti politici. Quando una dirottatrice rivoluzionaria dice: "Io ho sposato la Rivoluzione", parla sul serio. Perché la Rivoluzione è un dio liberatore, il Dioniso del nostro tempo. E' una cura per la malinconia. La Rivoluzione è la Via della Libertà, anche se il risultato finale è una maggiore servitù"...
B.Chatwin
venerdì, 13 aprile 2007
LO SO... BASTA ANIMALI!

Però... scrive bruno bettelheim ("la fortezza vuota"):
"ma io dubito fortemente che gli animali siano consapevoli di fare queste cose (ad es. battersi e dare la vita per i padroni) , sia durante che dopo la loro azione... Gli animali sanno dunque prevedere il risultato delle loro azioni. Dunque, sono in grado di agire e sono in grado di prevedere. Altrimenti il cane che ha mangiucchiato il tappeto non proverebbe timore al ritorno del padrone e non se ne starebbe acquattato in un angolo. perché sa di aver "causato" la punizione che gli verrà inflitta, o semplicemente perché ha imparato per qualche processo di condizionamento, che a determinati eventi ne seguono altri? Comunque sia, il cane non ha influenza alcuna sul decorso degli eventi: non può riparare il tappeto mangiucchiato, né può ripulirlo dopo averlo sporcato, e così si limita a grattarlo. questo è il punto.
Ciò che a mio avviso manca agli animali è la nozione o la convinzione di potere con le proprie forze, interferire nel corso degli eventi, una volta c he questi si siano messi in moto."
Mmmhhh... Parole pesanti, teorie che hanno un peso e che io difficilmente mi sbilancerei a dimostrare oggi... A meno che non parliamo di mondi chiusi. Nel senso: se un uomo tocca un neonato di gatto, lo accarezza, o un neonato di passero, lo accarezza e poi lo rimette nel nido, probabilmente la madre non riconoscerà l'odore e potrebbe lasciarlo abbandonato. E l'uomo cosa può fare? Non può lavare o pulire il cucciolo. Così come l'animale non può pulire il tappeto: è un'azione umana, creata su misura dall'uomo per sé. Ma quando oggi ero col mio cane, a correre, lui (anzi, lei, Melly) si è comportata molto diversamente da altre volte: poiché io correvo e lei che ci vede malissimo voleva starmi vicina, non si è messa a discutere con altri cani, ad annusarsi, o a litigare come avrebbe fatto normalmente. Lei ha fatto finta di nulla e non si è scomposta, non se li è filati. Ora: può darsi pure che sappia che a un evento ne segue un altro, ma come non pensare a questo atteggiamento come a un atteggiamento che mette insieme cognizione di spazio e di causalità e li mixa insieme a seconda del proprio bisogno e della propria situazione in quel momento?
mercoledì, 11 aprile 2007
IL MIO CANE RIDE...
Tra le discussioni più animate che mi siano ultimamente capitate, c'è quella sul riso dei cani. Non quello che si acquista nei pet shop... proprio il riso, quello che abbonda sulla bocca degli sciocchi. C'è chi dice: nooo! C'è chi dice: ma siii! E c'è chi dice: bah, forse... però, tutti si accalorano come se in gioco fosse in realtà un pezzo di sé. Io, dalla mia, dico che il mio cane, una dalmata di 13 anni, ride: la vedo e la sento. quando arrivo a casa e fa le feste, lei ride, senza dubbio.
Mi sono divertito a cercare qualche testimonianza. Indimenticabile la crociata contro il riso di Jorge, il vecchio e astioso monaco cieco che odiava il riso ne Il Nome della Rosa di Umberto Eco.
"il riso è la debolezza, la corruzione, l’insapidità della nostra carne"
E' la condanna del riso fatta nel libro settimo dell'opera di Eco.
Al di là delle analisi e degli studi sul riso e la fisicità nel Medioevo e in specie nei conventi del Medioevo, questa sorta di anatema contro il sorriso ricorre spesso. La vicinanza del riso alla bestialità, all'istinto puro è ciò che fa paura, specialmente in una cultura in cui fine dell'uomo è innalzarsi a Dio.
Ma se è bestialità, allora le bestie ridono?!
L'uomo, anatemi a parte, spesso si appropria della capacità di ridere in esclusiva.
"... solamente l’uomo ride
e nessun altro animale
Lui solo, e nessuno
avrebbe più da piangere...".
scrive il poeta Francisco de la Torre nella spagna del '600.
Poi, parlando con un amico letterato, andiamo a finire a citare Pirandello, che all'Umorismo ha dedicato un saggio.
"Il comico è appunto un avvertimento del contrario. ma se ora interviene in me la riflessione… ecco che io non posso più riderne come prima, perché appunto la riflessione, lavorando in me, mi ha fatto andar oltre quel primo avvertimento, o piuttosto, più addentro: da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario. Ed è tutta qui la differenza tra il comico e l’umoristico".
scrive lo scrittore siciliano ne " L’Umorismo".
Allora, avvertimento del contrario. Rispetto a cosa? Certo, siamo un momento prima della riflessione in senso puro. Ma sempre siamo in una fase pre-riflessiva dove il cervello e il pensiero si sono già attivati. C'è, un attimo prima, anche il riso del mio cane: quell'istante in cui prima del pensiero arriva l'istinto e con esso la risata liberatoria, uno scarico dei nervi. In effetti, è anche "avvertimento del contrario", rispetto a ciò che sta accadendo: l'arrivo del padrone rispetto al cane è una gioia, un fatto che rompe la solitudine e scatena emotività. La caratteristica che distingue il riso, infatti, è il suo legame con l'emotività: elemento questo che non è certo solo umano!
E come scrive Carlo Dossi nelle Note Azzurre (2.429):
"Il comico è riso, l’umorismo sorriso"...
e ancora meglio:
"...il comico è una provincia all'umorismo vicina, appunto come il tragico. - L'umorismo è il riso temperato col pianto - pioggia col sole - Eraclito fuso in Democrito".
Certo, probabilmente su questo terreno gli animali, il cane, non ci segue... così come noi non abbaiamo... o non possiamo più scondizolare!
martedì, 03 aprile 2007

Bel fumettone, tratto da un fumettone. Un'ora e mezza di fiction dove gli eroi di carta sono uomini. Ricorda un po' i massacri esagerati dell'Iliade. Specialmente se nel riadattamento di Baricco... Nel complesso, forse a volte un po' esagera nell'autocompiacimento sanguinolento e nei diaframmi di combattimento e lotta. Un colossal da albo moderno. Bei muscoli, qualche vaccino antivaiolo di troppo... divertente.
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