
Erano anni che non andavo: ieri sono andato a messa con mia figlia di 10 anni per onorare la promessa fatta (da lei) al catechista.
Beh, è stata una bella esperienza. Intanto, mi sembrava di stare in uno dei film western in cui il predicatore fa la filippica contro i peccatori: eravamo a Primavalle, regno di piccola delinquenza e storico tempio delle macchinette mangiasoldi e delle bische. Il parroco si è lanciato in una reprimenda verso chi dilapida lo stipendio nella speranza - vana - di raggiungere la felicità vincendo qualche milione...
Poi, una serie di frasi che - tutte insieme - danno il senso di quale sia la visione del mondo e dell'uomo della Chiesa. C'è il Bene e c'è il Male. Sono due entità esterne tra cui l'uomo deve scegliere. La partecipazione dell'uomo sta solo nella scelta tra le due realtà esterne.
Manca ciò che rende l'uomo - a mio avviso - umano: la presenza, la coesistenza, in uno stesso individuo-uomo di Bene e di Male. La scelta è dentro di noi, non fuori. Ma questa visione alla fine ci dà un alibi, comunque. Perché la tentazione è comunque sempre esterna a noi, non interna. E invece, io credo che sia tutto dentro di noi. In questo senso si spiega il montaliano (citato qualche post più sotto nell'editoriale di Scalfari) "siamo tutti colpevoli".

In questo sta la differenza tra la Religione e la Psicoanalisi: la prima ti assolve, la seconda no! Se ce la fai puoi "assolverti" da solo. Ma non c'è una autorità esterna, terza, che ti fa da triangolazione. Ci sei tu, e con te devi fare i conti. Così, però, è un po' più difficile...
