L'automobile è sempre più come un proseguimento di casa... o di sé.
Credo che si possa definire una società, coglierne i suoi tic, ma anche quindi i suoi valori (o, a seconda di cosa pensiamo, disvalori) guardando come ci si accosta all'auto e come si guida...

Oggi mi sembra che si viva in una società di grande individualismo. Le ostre auto sono come bolle di cristallo all'interno delle quali noi esistiamo chiusi nel nostro microcosmo. Chi pensa agli altri? Nessuno. Chi non rispetta una precedenza sbraita contro chi - magari giustamente - la reclama. E siccome siamo anche inuna società molto violenta, chi "ha ragione" potrebbe prendere il crick (o la pistola, più semplice!) e sterminare il prepotente.
Non ci si pone il problema di guidare in un mondo di altri, dove c'è chi esce da un cancello, chi deve girare, chi sta davanti, di lato o dietro. Musica a palla. Telefonino. Aria condizionata. Tutto a sancire un distacco anche teorico, esistenziale, con il mondo fuori dai finestrini. Stessa cosa in casa, infamiglia,nel giardino... e così via.

Non solo status symbol, dunque, ma specchio dell'anima. E pesso questo specchio è tirato alucido, cromato come la borchia di un cerchione, come il paraurti dell'ultimo modello... Ci si rispecchia solo l'asfalto.
E poi, quando siamo in auto, diventiamo paladini degli automobilisti e siamo straicazzati contro tutti: ipedoni lenti e disordinati, i motociclisti pericolosi e matti, i vigili rompi, le strisce pedonali messe nei punti sbagliati e i semafori a cassella...
Quando poi scendiamo e diventiamo pedoni, allora odiamo auto e moto, perfino le bici: screanzate. E lo smog e i rumori e tutti scemi e tutti testa di...
Poi, andiamo in moto o bici, su due ruote: e odiamo le quattro. Insomma, particellismmo, segmentarismo, tutto diviso in interessi piccoli e di bottega... Sì, credo che dovremmo specciarci un po' di più nelle nostre automobili e riconoscerci un p' di più, anche quando non ci piaciamo!






