
maledetto modì
Vale per tutti, ma per modigiliani diventa un'urgenza: vedere i suoi quadri e i disegni dal vivo, per quanto protetti da vetri. Osservare le pennellate e le tecniche di luce, i veli ad olio, le texture... Perfino i disegni a china vanno visti, con quei tratti spezzati e puntinati.
E poi, davvero si capisce come Modigliani riporti nella modernità la lezione dei classici: con la pittura, con la tecnica ad olio, con la ricerca delle luci e delle ombre nel colore.

Nel secondo dei due ritratti di Lunia Czeschowska, la pennellata che segna il decollete e il collo richiama direttamente i classici, il 500, i manieristi. E la dimensione statuaria del ritratto... beh, inutile dire!
una foto del pittore, a ParigiAmmalatosi a dieci anni e anche meno, Amedeo Modigliani sarà sempre segnato dalla cagionevolezza della sua salute. Non ci sta: si chiude, prima, poi si butta a capofitto nella pittura e supera la depressione e le frustrazioni con alcol e droghe, fino alla morte. Ma nella pittura consumerà tutta la sua forza espressiva, darà tutto ciò che poteva lasciare, tra luci e ombre, certo, ma con l'illuminazione del genio poetico.
"Ha rinunciato agli studi e non fa più che della pittura, ma ne fa tutto il giorno e tutti i giorni con un ardore sostenuto che mi stupisce e mi incanta" dice la madre, che lo sosterrà nelel sue scelte.
Come una meteora, Modì attraversa tutta l'intellighentia parigina, le avanguardie artistiche e letterarie del 900 europeo. Conosce e affascina tutti, nonostante un caratteraccio roso ancor di più dalla malattia.
«…Disegnava la mia testa con il copricapo delle danzatrici egiziane… Non parlavamo mai della banalità quotidiana…» scrive la poetessa russa Anna Achmatova, sua musa e sua appassionata sostenitrice.
E ancora:
"Tutto il divino scintillava in Modigliani solo attraverso una tenebra. Era diverso, del tutto diverso dal resto del mondo... Mi parve circondato da un compatto anello di solitudine".
anna achmatova, disegnoCerto, il giovane e culturalmente avido Amedeo prende tutto da tutti: dai fauve e dai cubisti, da Picasso e da Lautrec. Ma anche dal concittadino Giovanni Fattori e dalla Toscana del Rinascimento e del Manierismo. Da Rosso e da Pontormo.
E si proietta verso l'espressionismo.
Paul Guillaume, galleristaL'occhio color del cielo sembra rivolgersi all'interno, come lui stesso un giorno confida al gallerista-amico. Ma l'altro, quello nero, quello attento al mondo esterno, ha delle ciglia che sembrano sbarre di prigione.

"Sulla Venere di Milo diceva che le donne bellissime, dal bel corpo, che vengono scolpite e dipinte, sembrano sempre goffe quando sono vestite", scrive Anna Achmatova, modella di tantissimi dei ritratti del pittore livornese.

Modigliani rappresenta i nudi femminile mel modo più naturale, come espressione di bellezza allo stato primordiale, senza bisogno di nulla in più. Ed è così di rottura, che la sua prima personale nel 1917 alla Galleria Berte Weill di Parigi, è uno scandalo: chiude prima di incominciare perché la polizia e il pubblico si sentono oltraggiati da quei nudi sensuali.

Jeanne Hebuterne
due anni prima dell'incontro con Amedeo
Da qui alla morte mancano tre anni: si sposa, fa una figlia, continua a massacrarsi di alcol e droga, si innamora follemente di una donna che ha la metà dei suoi anni e che lo ricambierà fino al suicidio finale, poco dopo la morte del marito, di nuovo invinta. Una meteora tragica e intensa. Che affascina e allo stesso tempo fa paura, perché mostra quanto il limite sia sottile.
Certo, alcuni Matisse senza Modigliani forse non ci sarebbero stati. Così Gentilini e Baj. Eppure, Modì resta una meteora senza allievi. Resta il suo respiro, impresso per sempre nella storia della poesia umana.




