PRANZO
D'OSPEDALE
Il contesto non è equivocabile: sono sdraiato in una camera della clinica Pierangeli di Pescara (importante centro per il ginocchio soprattutto, e per l'artroscopia e le protesi articolari), dopo un'artroscopia al ginocchio, in famelica posizione di assalto (sempre orizzontale!) alla cena dopo 24 ore di digiuno...
La minestra era salata, il purè discreto; decisamente buoba la braciola di maiale... Ma a parte questo, l'occasione del ricovero mi ha permesso di sbirciare nel più recente catering d'ospedale...
Divertente aver notato come certi luoghi comuni diventino poi piatti di corsia: il giorno prima - e mi dispero di non essere riuscito a immortalarlo in foto! - ci hanno servito un tortino di riso allo zafferano (curcuma!) e frutti di mare. Un po' lesso, un po' inutile... ma interessante nel concetto. Fa tenerezza vedere nella vita quotidiana una tale banale ingenuità! Eppure, tra colore e piccola sopresa, un malato non può che sorridere e quindi stare un po' meglio... Pensare che per secondo c'erano spiedini di seppie panate. Tutto pesce fresco, non surgelato.