ANCORA MARTINI... PARABOLA DELL'ESISTENZA?

Chissà se il successo del Martini sia dovuto al fatto che - chissà perché proprio lui! - è diventato una sorta di parabola dell'esistenza umana con tutte le sue incertezze, individualità, con tutto il relativismo che l'accompagna. Insomma, si tratta di un "mondo" dove la "verità" coincide con il "soggetto".
Come dice Massimo D'Addezio, bar manager dello Stravinskj dell'Hotel De Russie, un Martini si cuce addosso ad ognuno... deve aderire alla persona. E allora, è divertente una scenetta di ieri sera, al martini Club: una signora chiede un Martini. massimo glielo serve, lei annusa, sorseggia e fa: "troppo dolce". Beh, era un bicchiere di Beefeater, assoluto!
Della serie, appunto!
Comunque, anche A tavola con lo chef, dove hanno riservato una serie di lezioni al bere miscelato, si è aperta una discussione sul tema: vermouth sì o vermouth no? (vedi anche post Martini Paradox, in questo blog)


Sta di fatto che abbiamo voluto fare la prova: abbiamo messo vicini due coppe da Martini identiche, una con vodka, una con un vodka martini "in&out".
Risutato: la nota del vermouth dà uno spessore particolare al Martini, lo rende più... glamour. Certo, era il NOSTRO Martini. Ma anche Sergio, altra colonna dello Stravinskj, la pensa così: "magari è solo un approccio psicologico, un vezzo... Ma decisamente se so che il vermouth non l'ha neanche visto, il Martini non mi dà soddisfazione..."

Appunto, che ognuno si fabbrichi addosso il respiro della sua esistenza!
Come dice Massimo D'Addezio, bar manager dello Stravinskj dell'Hotel De Russie, un Martini si cuce addosso ad ognuno... deve aderire alla persona. E allora, è divertente una scenetta di ieri sera, al martini Club: una signora chiede un Martini. massimo glielo serve, lei annusa, sorseggia e fa: "troppo dolce". Beh, era un bicchiere di Beefeater, assoluto!
Della serie, appunto!
Comunque, anche A tavola con lo chef, dove hanno riservato una serie di lezioni al bere miscelato, si è aperta una discussione sul tema: vermouth sì o vermouth no? (vedi anche post Martini Paradox, in questo blog)


Sta di fatto che abbiamo voluto fare la prova: abbiamo messo vicini due coppe da Martini identiche, una con vodka, una con un vodka martini "in&out".
Risutato: la nota del vermouth dà uno spessore particolare al Martini, lo rende più... glamour. Certo, era il NOSTRO Martini. Ma anche Sergio, altra colonna dello Stravinskj, la pensa così: "magari è solo un approccio psicologico, un vezzo... Ma decisamente se so che il vermouth non l'ha neanche visto, il Martini non mi dà soddisfazione..."

Appunto, che ognuno si fabbrichi addosso il respiro della sua esistenza!



